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Fuochi di montagna. Tradizioni vive

Le montagne tirolesi in fiamme: quando il giorno più lungo incontra la notte più corta, l’estate viene accolta nelle regioni alpine con falò sulle montagne.

Dal 2010 i fuochi di montagna del solstizio d’estate nelle Alpi sono addirittura patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

I fuochi di montagna, accesi in occasione del solstizio intorno al 21 giugno, sono un’usanza medievale che vanta una lunga tradizione anche in Tirolo. Ogni anno numerose associazioni e gruppi si mettono in marcia per accendere i propri fuochi in quota quella sera e celebrare così il giorno più lungo dell’anno. Poco dopo il calare del buio, grandi fuochi del solstizio illuminano le montagne, creando uno scenario mistico. A giugno si possono ammirare nuovamente spettacolari immagini di fuochi con motivi e simboli diversi.

In molte località del Tirolo viene acceso anche il fuoco del Sacro Cuore. Il giuramento del Sacro Cuore aveva lo scopo di unire tutti i tirolesi nella lotta contro i francesi. Di conseguenza, su alcune cime furono accesi dei fuochi di segnalazione per poter raggiungere rapidamente anche le regioni più remote. Le truppe francesi furono poi sconfitte a sorpresa e così oggi questi fuochi di montagna vengono chiamati anche «fuochi del Sacro Cuore».

Come arriva il fuoco sulla montagna?

Oggi, nella regione alpina, sono innumerevoli le associazioni che organizzano e mettono in scena i fuochi di montagna. Già molto prima del tramonto, i soci di tutte le età si riuniscono e, dopo aver distribuito le torce e i bruciatori tra i numerosi zaini, iniziano la faticosa salita.

Poco prima del tramonto, verso le 21, è finalmente il momento. Un falò dopo l’altro viene acceso e gli appassionati di montagna, alla luce del crepuscolo, tornano a valle o trascorrono la notte insieme in montagna.

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