La piantaggine. Pianta medicinale
Esistono in totale quasi 200 specie di piantaggine. Ma si può affermare con certezza che la piantaggine acuta sia la più conosciuta tra tutte. “Rich” significa re, motivo per cui, come i suoi due “fratelli”, la piantaggine media e quella larga, viene chiamata anche “re dei sentieri”. Nel 2014 la piantaggine acuta è stata eletta pianta medicinale dell’anno, soprattutto per le sue eccellenti proprietà curative sulle vie respiratorie, sulla mucosa orale e in caso di ferite. Anche se la conoscenza delle piante non è più così diffusa, soprattutto tra i giovani, spesso anche i bambini riescono a riconoscere la piantaggine acuta. Viene spesso chiamata anche «cerotto indiano», poiché fa veri e propri miracoli in caso di lesioni cutanee e ha un effetto antipruriginoso in caso di punture di zanzara o di ortica. Basta semplicemente strofinare o masticare le foglie e applicare il succo sulla pelle. La guarigione avviene senza formazione di cicatrici.
La piantaggine maggiore è considerata una cosiddetta «pianta indicatrice», poiché la sua presenza indica un terreno ricco di sostanze nutritive. Cresce lungo tutti i sentieri dei prati e sui bordi dei campi, nei fossati e nei terreni incolti umidi ed è presente praticamente in tutto il mondo.
Rafforza il sistema immunitario, aiuta in caso di tosse, bronchite, asma, infiammazioni della bocca, malattie della pelle; i semi sono efficaci contro la stitichezza.
Il miglior sciroppo per la tosse: Tagliare finemente le foglie giovani e schiacciarle con un mattarello. Mescolare con vero miele d’api.
La piantaggine lanceolata contiene glicosidi, flavonoidi, polisaccaridi mucillaginosi, tannini, acido silicico e aucubina
Piantaggine maggiore
Molto conosciuta e diffusa è la piantaggine maggiore. Come suggerisce il nome, la piantaggine maggiore ha foglie più larghe rispetto alla piantaggine lanceolata. Per il resto, però, è molto simile alla piantaggine a punta sia nell’aspetto che nei principi attivi.
Si usa come tisana in caso di mal di testa, mal di denti o mal d’orecchi, contro l’enuresi notturna e la diarrea. Anche in questo caso le foglie fungono da “cerotti di primo soccorso” in caso di vesciche imminenti ai piedi. Basta appiattire la foglia e applicarla sulla zona dolorante. Inoltre, i giovani infiorescenze verdi (sulla punta della pianta) sono vere e proprie barrette energetiche della natura.
Uso nella medicina popolare
- Disturbi delle vie respiratorie (congestione, tosse)
- come tisana per disturbi al fegato e alla vescica, ad es. infezioni delle vie urinarie
- per smettere di fumare (succo della pianta)
- depura il sangue impuro o di scarsa qualità
- in caso di infiammazioni cutanee, grazie alle sue proprietà antisettiche e disinfettanti
- "cerotto indiano" per i bambini
Ricette con la piantaggine lanceolata
RISOTTO ALLA PIANTANACCA
circa 25 fiori di piantaggine acuta
1 cipolla
1 cucchiaio di olio vegetale
3 cucchiai di panna
sale e pepe
Tagliare la cipolla a dadini e soffriggerla in una padella con l’olio vegetale. Aggiungere i fiori e farli appassire brevemente. Versare la panna e lasciare sobbollire per un po’. Insaporire con sale e pepe. Cuocere il risotto seguendo le istruzioni riportate sulla confezione e mescolarlo con i fiori.
SCIROPPO PER LA TOSSE
Tagliare finemente le foglie giovani e schiacciarle con un mattarello. Metterle in un barattolo e coprirle con vero miele d’api. Lasciare riposare il barattolo per qualche giorno e si otterrà un delizioso sciroppo per la tosse.
MIELE DI PIANTANACCE
In un video molto informativo viene spiegato come preparare in modo semplicissimo questo miele curativo: vedi qui



