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Vera Rainer

von Vera Rainer

04 aprile 2024

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Lunghe escursioni con gli spiriti della montagna e i santi

Cinque giorni di escursioni di fila? Finora non mi sarei mai ritenuta in grado di farlo. Ma ora c’è un nuovo percorso escursionistico a lunga distanza sulle montagne tirolesi che non richiede né arrampicate estreme in vetta né faticose salite con dislivelli elevati. È ideale per escursioniste amatoriali come me, si mantiene a quote piacevoli e le tappe si trovano tutte a valle. A prima vista sembra una buona idea. C’è però una cosa che mi lascia ancora un po’ perplessa: si dice che lungo il percorso si agiscano gli spiriti della montagna. Avrò comunque il coraggio di percorrere il sentiero escursionistico delle leggende di montagna?

Zwei Personen wandern auf einem Weg durch einen Wald. Sie tragen Rucksäcke, sind von Bäumen umgeben und im Hintergrund ist ein Berg zu sehen.

Un misterioso bosco di larici e giganteschi colossi delle montagne

Una cosa è certa: ci andrò. Il percorso che si snoda tra il Karwendel e le Alpi di Tux è troppo allettante, così come lo sono i menu dei rifugi e delle malghe che ho in programma di visitare.
Parto da Gnadenwald, un piccolo villaggio situato su un altopiano soleggiato, in una posizione che non potrebbe essere più incantevole. Lungo il Cammino di Santiago si prosegue fino al nascosto santuario di Maria Larch. Qui, in questo bosco di larici, secondo la leggenda una contadina avrebbe avvertito in modo particolarmente intenso la presenza della Santa Maria; nei secoli successivi il luogo è diventato una meta di pellegrinaggio molto frequentata. Anch’io percepisco la magia di questo luogo speciale e mi concedo qui una pausa più lunga, prima di proseguire attraverso il villaggio di Fritzens verso Wattens. La meta di oggi è nota soprattutto per i Mondi di Cristallo Swarovski. Anch’io entro in questo mondo meraviglioso e scintillante, custodito da un gigante che sputa acqua. Mi sento immediatamente incantato nelle sale delle meraviglie, progettate, tra gli altri, da André Heller. Ma ora mi interessa ancora di più sapere quale locanda abbia in serbo una deliziosa cotoletta per il mio stomaco affamato.
Il mattino seguente si riparte: da Wattens mi avventuro nella pittoresca valle del Voldertal. Dopo una sosta al rifugio Voldertalhütte, dove già in mattinata mi concedo una deliziosa fetta di strudel di mele, proseguo verso il regno del gigante del Glungezer. Si dice che un tempo vivesse quassù, in una grotta, e che di notte ruggisse spesso in modo così terribile da far precipitare valanghe e colate detritiche a valle. Anche oggi, con un tempo splendido e soleggiato, mi viene la pelle d’oca. Secondo la tradizione, infatti, dopo aver subito un’umiliazione, egli sommerge un’intera valle in un lago, insieme a tutti i suoi abitanti. Se solo si fosse goduto il meraviglioso panorama, proprio come sto facendo io ora qui sull’idilliaco Zirbensee, tutta quella sventura non sarebbe accaduta.
Anche più tardi, durante la discesa attraverso il profumato bosco di pini cembri, la leggenda continua a tormentarmi. Anche per questo sono felice quando faccio il check-in nella mia accogliente pensione e posso finalmente mettere i piedi in alto.

Ospiti del re di Thaur

Il giorno dopo mi sono finalmente immerso nella modalità "escursionismo a lunga percorrenza". Pieno di entusiasmo, allaccio gli scarponi da trekking e mi metto in cammino. Oggi il programma prevede un po’ meno chilometri: accorcerò la tappa con un breve tragitto in autobus per poter trascorrere più tempo nella graziosa cittadina medievale di Hall in Tirol.
Infine, salgo tranquillamente a Thaur e visito le rovine del castello locale. Si dice che qui sia cresciuto un tempo San Romedius, il «Re di Thaur», come viene chiamato popolarmente. Nella vicina locanda Romediwirt mi godo un Gröstl tirolese e do anche un’occhiata alla chiesetta di San Romedius. Che bello non incontrare qui uno spirito della montagna, ma solo un santo, anche se San Romedius era tutt’altro che un pantofolaio (si racconta che una volta abbia cavalcato un leone addomesticato. Ma questa è un’altra storia).

Kirche auf grüner Lichtung in den Alpen, umgeben von Wäldern und Bergen, Sonnenstrahlen durch Wolken auf das Tal fallend.

Per lo spirito del lancio della moneta, che rumore!

Per fortuna la tappa di ieri era più breve, perché oggi le mie gambe da escursionista sono messe a dura prova: la meta è la gola di Thaur e la maestosa Kaisersäule. Al cosiddetto “Törl” supero il valico che conduce alla selvaggia e romantica valle dell’Halltal. Qui ci si sente immediatamente trasportati indietro nel tempo. Per questo riesco a immedesimarmi perfettamente nella leggenda che qui si racconta da sempre. Si dice che tra le aspre pareti rocciose del Karwendel si aggiri uno spirito maligno: il «Bettelwurfgeist». Si dice che un povero minatore, dopo aver chiesto l’elemosina al portone di un monastero, abbia ricevuto in risposta solo un pezzo di pane duro. Quando, in preda alla rabbia, scagliò il pane – un dono di Dio – contro una roccia, la monaca lo avrebbe maledetto. Da allora il suo spirito infesta il Karwendel. Mentre sto ancora riflettendo su questa storia, si sente improvvisamente un forte boato. Spaventato, guardo la parete rocciosa accanto a me. Un sasso si è staccato e, pur non cadendo sul sentiero, è atterrato proprio accanto ad esso. Eppure ho mangiato perbene la mia zuppa di canederli al lardo all’alpeggio e non mi sento in colpa per nient’altro. Quindi lo spirito di Bettelwurf non può certo riferirsi a me, o forse sì?
Proseguo a passo più svelto, non solo per via dello spirito di Bettelwurf, ma anche per raggiungere la meta di questa tappa. È di nuovo Gnadenwald, questo luogo dalla posizione paradisiaca, e paradisiacamente morbido è anche il letto in cui mi lascio cadere, stanco e soddisfatto, dopo una lunga giornata.

E per finire: un idillio alpino a perdita d’occhio

Oggi, l’ultimo giorno, è in programma ancora un bel giro panoramico ad anello. Con un po’ di malinconia mi infilo gli scarponi da trekking, mi carico lo zaino sulle spalle e mi metto in marcia, non senza aver prima gustato la sostanziosa colazione contadina che mi è stata servita nel mio alloggio. Dopo una salita impegnativa, mi ritrovo alla malga Hinterhornalm e devo prima riprendere fiato. Innanzitutto per la salita e poi per la vista fenomenale che mi si offre: vedo ben oltre la valle dell’Inn, fino alle Alpi di Tux, dove mi trovavo ancora l’altro ieri.
Da qui, un breve tratto di sentiero conduce alla Walderalm, una malga che non potrebbe essere più idilliaca. Mi siedo sull’erba e chiudo gli occhi per un momento. Vorrei poter impacchettare questo silenzio e portarlo a casa con me. E proprio qui, in questo luogo paradisiaco, si dice che un tempo ci fossero dei fantasmi? Si parla di campanacci di mucche che suonano di notte come per mano di spiriti e di cani fantasma. Non riesco proprio a immaginarlo, così pacifica e silenziosa giace davanti a me questa idilliaca malga alla luce del sole. Forse anche qui tutto appare completamente diverso di notte, magari con la luna piena?
Attraverso la Ganalm si torna a Gnadenwald, il punto di partenza del mio lungo percorso escursionistico. Stanca, ma felice, ripenso agli ultimi cinque giorni. Il sentiero escursionistico «Bergsagen» ha decisamente mantenuto ciò che prometteva: una piacevole sensazione di escursione a lunga percorrenza con panorami mozzafiato, malghe in posizione da sogno e luoghi di pernottamento interessanti. Sicuramente lo percorrerò di nuovo presto. E la prossima volta porterò con me un pezzo di pane, per lo spirito che chiede l'elemosina. Forse era solo affamato…

Malerische Berglandschaft mit Kühen, einer Hütte und hohen Gipfeln unter blauem Himmel.

Il sentiero escursionistico a lunga percorrenza “Bergsagen” tra il Karwendel e le Alpi di Tux

  • Per gli escursionisti amatoriali
  • Cinque tappe
  • Da 11 a 17 km al giorno / da 190 a 1350 m di dislivello
  • Da tre a sette ore di cammino al giorno
  • Tutte le tappe si concludono a valle
  • Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici


Tutte le informazioni su www.hall-wattens.at/bergsagenweitwanderweg

Vera Rainer

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