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von Gast

14 agosto 2025

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La misteriosa valle di Voldertal

Porträt eines älteren Mannes mit Brille, im Freien vor schneebedeckter Landschaft. Er lächelt, trägt eine warme Jacke und hat kurzes graues Haar.

Articolo a cura di Hermann Hammer

Grüne Alm in den Alpen mit Kühen, einem Bauernhof und umliegenden Bergen. Wald im Hintergrund, sommerliche Atmosphäre.

La valle del Volder non ama mettersi in mostra. Non mette in bella mostra ciò che ha da offrire. Eppure è una valle ricca di segreti. Vogliamo svelarne alcuni.

La valle di Volders sfocia nella valle dell’Inn a Volders, in corrispondenza della gola di Raffler. A monte della gola, il castello di Friedberg, risalente a 800 anni fa, fa da sentinella all’imbocco della valle.

Con una leggera curva verso sinistra, la valle si addentra nelle Alpi di Tux fino al Naviser Jöchl, alto 2.479 metri. Il turismo di massa è un concetto sconosciuto nella valle di Voldertal. Per questo motivo, pur essendoci molte malghe, si tratta di malghe nel senso originario del termine e non di trattorie.

Zwei Almhütten aus Stein und Holz auf einer grünen Wiese vor einer Berglandschaft und blauem Himmel.

Sulle malghe della Valle del Vold si alleva il bestiame in estate, per lo più bovini, ma anche pecore o capre. Molti sentieri della Valle del Vold mostrano chiaramente di essere percorsi solo raramente. Spesso si tratta solo di sentieri che attraversano il terreno in modo più o meno evidente e che a volte sono a malapena segnalati. Una buona mappa escursionistica è proprio nella valle di Voldertal un grande aiuto.

Attraverso tre escursioni nella valle vorrei trasmettere alcune impressioni su questa zona. La prima escursione è facile, la seconda richiede passo sicuro e una certa resistenza, la terza è un’escursione nella zona alta alpina senza sentieri. Anche se il terreno lì non è particolarmente difficile, questo percorso richiede esperienza alpina e capacità di orientamento.

Escursione passando per la Stiftsalm nella valle del Voldertal

Un giro di un’ora attraverso la Stiftsalm ci offre una prima impressione della valle di Volda. Partiamo dal parcheggio situato proprio dietro il Volderwildbad. Per secoli gli ospiti hanno frequentato il Volderwildbad in cerca di tranquillità e cure, prima che lo stabilimento termale venisse chiuso nel 1965. Oggi il complesso, con la cappella dedicata ai santi medici Cosma e Damiano, è stato ristrutturato ed è diventato un luogo molto apprezzato per i matrimoni.

Dal parcheggio percorriamo per mezzo chilometro la strada in direzione di Windegg, prima che un sentiero sulla sinistra ci conduca nuovamente nel bosco. Dopo pochi metri, sulla destra, nella roccia, scorgiamo una grotta con gli angeli custodi.

Ein moosbedeckter Felsen im Wald, umgeben von hohen Bäumen und grünem Unterwuchs, strahlt im Sonnenlicht.

Una volta tornati allo Schwarzbrunn, consiglio di scendere per un tratto lungo la riva destra del Voldertalbach. Dopo un breve tratto nel bosco, sulla sinistra, all’imboccatura del Melchmahderbach, si vede un masso spaccato. La fessura è appena abbastanza larga da potersi infilare al suo interno. Chi lo fa, potrà constatare come il leggero scroscio del torrente si trasformi in un rombo sordo. Da qui, tramite una strada carraia, si risale facilmente alla strada forestale dello Schwarzbrunn.

La malga Stiftsalm nella valle di Voldertal

Il sentiero prosegue tra massi ricoperti di felci e muschi, prima di allargarsi e diventare una strada carraia. Poco dopo raggiungiamo i prati ondulati della Stiftsalm. Presso la malga salta particolarmente all’occhio la cappella dedicata alla Madonna Addolorata con la sua torretta a cipolla.

La Stiftsalm e il suo Oberleger erano, fino al XVI secolo, fattorie gestite tutto l’anno. In seguito, il Convento delle Dame di Hall acquistò le due fattorie e le trasformò in malghe per poter provvedere al bestiame del convento. Sembra però che le monache del convento non godessero della migliore reputazione. Una leggenda narra di una badessa avara che proibiva severamente ai malgari e alle malgare di dare anche solo il minimo ai mendicanti. Meglio, diceva, darlo ai maiali. Si dice che, poco dopo la sua morte, la badessa sia apparsa sull’alpeggio del convento in sella a un cavallo bianco. Anche in epoca successiva si sarebbero verificati ripetutamente fenomeni spettrali sull’alpeggio; si parlava, ad esempio, spesso del «fantasma del convento».

Quando la malga è in attività, possiamo rifocillarci qui con del latte fresco, prima di seguire la strada carrozzabile per qualche centinaio di metri verso la valle e poi tornare a Volderwildbad passando per la Voldertalstraße.

Nel cuore della valle del Volder

In questa seconda escursione visiteremo il cuore della valle del Volder, la mistica radura di Schwarzbrunn e la malga Gwannalm che si trova più in alto.
Sulla strada della valle della Volder possiamo percorrere in auto ancora alcuni chilometri verso l’interno della valle partendo da Volderwildbad, poiché abbiamo inserito quattro euro nel distributore automatico situato presso l’ultima fattoria prima di Volderwildbad. Il tragitto fino al parcheggio di Nößlach ci fa risparmiare un’ora di cammino. A dieci minuti a piedi dal parcheggio, direttamente sul torrente, si trova la Voldertalhütte degli Amici della Natura, aperta da inizio maggio a fine ottobre, dove è anche possibile pernottare.

Dal cancello presso il parcheggio di Nößlach camminiamo per mezz’ora verso l’interno della valle fino allo Schwarzbrunn. Per me è qui che batte il cuore della Voldertal. La radura attraversata dal torrente Voldertalbach è costellata di massi. Ceppi ricoperti di licheni spuntano dal terreno, tra i quali scorrono piccoli ruscelli lungo i quali, all’inizio dell’estate, i ranuncoli dispiegano il loro splendore giallo.

Un tempo qui potrebbe esserci stato un lago; almeno così narra la leggenda del gigante del Glungezer. Per vendicarsi del suo amore respinto, il gigante che dimorava sul Glungezer fece precipitare a valle il palazzo reale con il re e le sue quattro incantevoli figlie, provocando un’enorme valanga di pietre. Si dice che nelle notti di luna piena le figlie del re annegate aleggiassero sopra il lago. Il gigante, invece, si è maledetto per il suo gesto e si è gettato nel lago trasformato in un nano.


Da Schwarzbrunn seguiamo il sentiero che sale verso Klausboden, dove attraversiamo il Voldertalbach su una traversa in ferro e proseguiamo verso la malga Gwannalm. Cinque minuti prima della Gwannalm, il sentiero svolta a destra e ridiscende verso lo Schwarzbrunn. Prima di imboccare lo stretto sentiero che porta allo Schwarzbrunn, diamo un’occhiata alla malga.

Ein Wasserfall fließt über Felsen mit grüner Vegetation, rosa Blüten im Vordergrund. Klare, sonnige Himmel darüber.

Sopra la piccola baita, il torrente Gwannalmbach scende fragorosamente a valle. Sotto la cascata, camminiamo in equilibrio sulle pietre che attraversano il torrente per raggiungere la piccola baita di montagna.

Ein schneebedeckter Berg unter klarem blauem Himmel, der Mond ist sichtbar. Die Szene strahlt eine friedliche Morgenstimmung aus.

Chi è in forma e ha sufficiente esperienza alpina può salire dalla Gwannalm al Rosenjoch, la vetta più alta della valle di Voldertal con i suoi 2.796 metri. Il sentiero che attraversa il Gamskar è ben segnalato, ma in alcuni tratti si seguono solo le tracce dei passanti. Circa 150 anni fa qui si trovava il ghiacciaio più grande delle Alpi di Tux. Secondo la leggenda, il Rosenjoch è la dimora di una dea del ghiaccio.

Un lago insolito

Ma non tutto nella valle del Voldertal è raggiungibile tramite sentieri. Nella parte più remota della valle si trova un lago misterioso, le cui acque defluiscono verso il versante montano. Le sue acque scorrono lungo una piccola scarpata rocciosa in un ruscello adiacente, per poi scomparire insieme al ruscello proprio in quel punto. Sottoterra, l’acqua si fa strada verso valle e riemerge alla luce del giorno solo molto più a valle.

Ein kleiner Bergsee in den Alpen, umgeben von grünen Hügeln und Bergen im Hintergrund, unter einem blauen Himmel.

Il lago si trova sopra i Melkböden, che raggiungiamo passando per la malga Steinkasernalm lungo una strada carrozzabile. Steinkasern è un villaggio alpino con tante piccole baite. Durante l’estate, in una fontana sono conservate al fresco alcune casse di birra, Radler e bibite gassate, e possiamo servirci da soli a un prezzo ragionevole. Per raggiungere il lago, dalla stalla sui Melkböden seguiamo una strada carrozzabile per circa 200 metri in direzione sud e poi saliamo a sinistra attraverso prati ripidi fino al lago.

Se dal lago proseguiamo per poco meno di un quarto d'ora risalendo la valle verso est, arriviamo alla miniera abbandonata dell’Eisenkar. Ancora oggi i resti di una capanna dei minatori, l’ingresso di una galleria sepolta e gli accumuli di minerale di ferro rosso sul terreno testimoniano il lavoro dei minatori. Circa 200-300 anni fa, qui estraevano il minerale di ferro dalla montagna, lo frantumavano nei punti ancora oggi visibili e lo separavano dalla roccia sterile.

Questi tre suggerimenti possono essere fonte di ispirazione per intraprendere un viaggio alla scoperta della Voldertal. Io lo faccio spesso e ne parlo sul mio blog www.voldertal.at.

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