Blog. Hall racconta storie – Parte III
Oggi faremo una passeggiata dalla piazza Unterer Stadtplatz alla Schweighoferstiege e poi allo Stiftsplatz, dove ci aspetta una vera regina. Si parte!
La Schergentorgasse collega la Unterer Stadtplatz in direzione est con la Salzburgerstraße, ovvero la strada statale. Gli “Schergen” erano gli aiutanti del boia, e la città di Hall, che era anche sede del tribunale regionale e cittadino, aveva dei boia, e che boia! Ottmar Krieger, ad esempio, fu boia di Hall dal 1645 al 1671 e doveva eseguire in media fino a quattro condanne a morte all’anno. Divenne famoso soprattutto per la decapitazione del cancelliere Wilhelm Biener nel 1651. Se si pensa che la pena di morte è stata abolita solo negli anni ’60 in numerosi paesi europei, ancora oggi viene la pelle d’oca! Non è passato poi così tanto tempo.

La porta Schergentor nella piazza inferiore della città
Nel punto in cui oggi un sottopassaggio conduce al vecchio fossato cittadino, l’omonima porta Schergentor attraversava l’odierno ampio viale d’accesso alla piazza Unterer Stadtplatz, facendo parte delle mura cittadine a sud della città. Gli sceriffi del boia abitavano nel vicolo «ums Eck», mentre il boia stesso risiedeva nel «Gritschenwinkel» (oggi Krippgasse West, Obere Altstadt). «Gritsch» è un termine che indica un terreno paludoso, quindi non fa pensare certo alla zona residenziale più prestigiose. Sebbene il boia fosse ben pagato e, una volta completato con successo l’apprendistato, ottenesse il titolo di maestro, era socialmente emarginato: viveva ai margini della città e ai suoi figli non era permesso imparare un mestiere tradizionale. Veniva sepolto solitamente in un luogo poco in vista, poiché era considerato disonorevole.
Resti inquietanti
Nel luogo in cui sorgeva l’antica casa del boia si trova oggi l’edificio delle poste, costruito nel 1912. I nomi dei luoghi, come il Köpflplatzl presso il Thömlschlössl o la Galgenfeldstraße nel quartiere di Schönegg, ricordano ancora oggi i luoghi delle esecuzioni. All’epoca la zona era disabitata, situata al di fuori delle mura orientali della città.
Torniamo alla Schergentorgasse: Superato il Café Post, dove si spera di poter presto gustare di nuovo un ottimo caffè e leggere il giornale in un’atmosfera raffinata, sul lato nord si apre l’«ingresso» alla Schweighoferstiege, che prosegue verso l’ex Bachgasse, oggi Eugenstraße, e verso la Stiftsplatz.
Ristorante di tradizione: il Bretze
Si spera che anche una delle locande più ricche di tradizione della città, la “Bretze” – originariamente chiamata “Brötz”, dal nome di una delle prime famiglie di gestori – possa riaprire presto i battenti. Il fatto che le locande avessero solitamente le loro sale al piano superiore aveva una ragione pratica: i piani superiori erano asciutti, più luminosi e, in generale, più sicuri. Ancora oggi sono conservate le sale degli artisti, dove, in un’atmosfera accogliente, tra cibo e bevande, è possibile ammirare opere d’arte di personalità di spicco come Franz von Defregger, Albin Egger-Lienz, Artur Nikodem e altri. Questa collezione di alto livello si deve agli «Einsiedler», un circolo di Hall attivo intorno al 1900, che chiedeva a pittori famosi di donare dei quadri e li otteneva – anche se a volte solo dopo insistenze. Venivano messi a disposizione gratuitamente tela e colori, spesso anche vitto e alloggio.
Ospiti illustri alla locanda Bretze
Si dice infatti che nientemeno che Franz von Defregger abbia soggiornato a lungo a Hall e abbia alloggiato nel castello di Rainegg, nel centro storico. Le pareti spoglie della storica locanda si sono così riempite poco a poco. Anche lo stemma degli Einsiedler, intagliato nel legno (un monaco con un gatto sulla schiena), è ancora oggi appeso in una delle sale dedicate agli artisti. Anche Wilhelm Busch si è «immortalato» con una poesia pubblicata sulla rivista «Bretze», che proprio in tempi come questi risulta di nuovo attuale:
Sebbene il mondo, per così dire
a volte sia un po’ imperfetto,
nei prossimi giorni
probabilmente non verrà ancora abolito.
Finché il cuore e gli occhi sono aperti,
per gioire della bellezza che ci circonda
finché si può sperare con gioia,
il mondo continuerà ad esistere.
La scalinata degli Schweighofer
La Schweighoferstiege porta ancora oggi il nome di un’antica famiglia di mugnai. Dall’ex Bachgasse (oggi Eugenstraße), infatti, il torrente cittadino veniva convogliato in questo punto, con un forte dislivello, verso una ruota del mulino. Il ripido pendio del cono alluvionale di Hall si prestava perfettamente a questo scopo. La macinazione del grano, così vitale, rese la professione del mugnaio una delle corporazioni più importanti in assoluto. A partire dalla metà del XV secolo, numerose corporazioni erano presenti nella fiorente città commerciale di Hall.
Ancora oggi alcuni nomi di vicoli lo ricordano (Schmiedgasse, Schlossergasse, Gerbergasse, Fassergasse). L’acqua proveniente dalle montagne era però importante soprattutto per rifornire di acqua fresca le fontane di Hall e, di conseguenza, la popolazione. Serviva anche a trascinare via tutti i rifiuti o immondizia che venivano gettati nei canali di legno o nelle grondaie, per poi convogliarli infine nell’Inn. Non c’è da stupirsi che si verificassero ripetutamente focolai di malattie e epidemie! Chissà che puzza doveva esserci in città, è quasi impossibile da immaginare!

Il miracolo del mulino dell'asino
“Il miracolo del mulino dell’asino” racconta la storia della figlia di tre anni del proprietario di un mulino, che gioca all’ingresso della Bachgasse. Sfortunatamente, un tombino del torrente era aperto e la bambina è stata trascinata dalla corrente nel canale, lungo la stradina, giù per il ripido pendio fino alla ruota del mulino e poi fino alla piazza inferiore della città. Solo lì la bambina poté essere salvata: fradicia, pallida per lo spavento e maleodorante, a quanto si dice, ma miracolosamente illesa.
Di barili di urina e donne scatenate
Arrivati al numero 11 della Eugenstraße, ci troviamo di fronte all’ex “Kuttenwirt”, una locanda che in precedenza era stata a lungo anche una panetteria. All’ingresso dell’edificio si trovava un orinatoio pubblico (!). L’urina degli ospiti veniva raccolta lì in barili. Le cosiddette «Fetzweiber», per lo più donne single, portavano regolarmente i barili con i loro carri alla fabbrica di salmiacche fuori città per guadagnarsi qualche Kreuzer (XIX secolo). Si narra che, passando davanti alla chiesa parrocchiale, sia avvenuta la seguente storia:
Una volta, in una giornata invernale innevata, mentre i fratelli Theresa e Hans – conosciuti come Fetzgrattl-Thres e Fetz-Hans – si recavano alla fabbrica con i loro barili pieni, alcuni monelli li stavano in agguato dal campanile della chiesa. Quando i due fratelli passarono davanti alla chiesa parrocchiale, i ragazzini dal campanile lanciarono palle di neve nei barili pieni, facendo schizzare l’urina dappertutto! Hans e Theresa si misero a imprecare a gran voce, ma questo non fece che divertire ancora di più i ragazzini.
La tortina di Hall
Una targa apposta sulla casa n. 4 in Eugenstraße ricorda ancora oggi un famoso dolce di Hall che già secoli fa deliziava il palato di molti ospiti illustri della città: la tortina di Hall. Si dice infatti che già Sigismondo il Ricco di Monete (XV secolo) e la sua corte ne abbiano gustato in abbondanza. Questa amata specialità di Hall veniva preparata secondo una ricetta tramandata oralmente anche nel XIX secolo dalla famiglia Fuchs. Non lontano dalla residenza principesca di Hall, proprio di fronte al Fürstenhaus, i cuochi della città preparavano questo nuovo tipo di dolce a base di zucchero, mandorle, uova e spezie pregiate. Le spezie provenienti da terre lontane erano difficili da reperire e costose. Oggi è degno di nota il fatto che questi «Taler» speziati, dal sapore simile a quello del raffinato panpepato, non contenessero farina. Taler senza glutine, quindi, che si sciolgono in bocca!
Tortine di Haller: la nuova versione
Per “cuoco cittadino” bisogna immaginare un pasticcere o un confettiere d’altri tempi, che oltre a dolci e torte preparava anche pani tradizionali per feste laiche e religiose, pubbliche e private. Da alcuni anni, tra l’altro, la tortina di Hall è nuovamente disponibile: nella raffinata pasticceria Weiler di Hall, situata nella Oberer Stadtplatz, questo dolce viene offerto sia per il consumo immediato che come regalo (a scelta in una confezione speciale con immagini tratte dalla serie «Farbenschwarm» di Heinz Weiler dedicata a Hall). Una deliziosa tradizione e una dolce idea regalo tutto in uno!
La piazza Stiftsplatz

Nell'angolo orientale, in stile barocco, del centro storico ci sono tantissime storie da raccontare! Al centro della piazza si riconosce Magdala d'Austria, in alto sulla colonna della fontana. Anche qui Rudolf Reinhart, un “Haller di adozione” (!) del XX secolo e importante scultore in metallo, ha lasciato la sua impronta: la scultura, realizzata in rame battuto, risale agli anni 1951/2. Ricorda una vera regina! L’arciduchessa Maddalena era una delle 12 figlie di Anna Iagiello di Boemia e Ungheria e dell’imperatore Ferdinando I. La coppia ebbe in totale 15 figli. L’arciduchessa Maddalena, insieme a due delle sue sorelle, Helena e Margaretha, nel 1571 il Convento femminile di Hall. Profondamente devote, vivendo secondo i voti di castità e obbedienza alla madre superiora, conducevano insieme ad altre «signorine nobili» una vita molto ritirata, simile a quella di un convento.
Il convitto femminile di Hall, fonte di istruzione e cultura
Poiché le fondatrici possedevano un patrimonio, i loro possedimenti si estendevano in parte fino al castello di Bruck a Lienz. Su iniziativa delle signore, nelle immediate vicinanze fu fondato un collegio gesuita (l’odierno tribunale distrettuale) per garantire assistenza spirituale agli abitanti di Hall. Anche l’istruzione non veniva trascurata. Ancora oggi la scuola più antica di Hall, la scuola elementare sulla Stiftsplatz, ne è testimonianza: qui i ragazzi provenienti da famiglie borghesi ricevevano insegnamento dai padri gesuiti. Anche la vita culturale della città fiorì: Magdalena stessa suonava tre strumenti simili al pianoforte ed era un’appassionata musicista. Si cantava, si suonava e si componeva, e tutto questo ai massimi livelli!
La donna sconosciuta
Si dice che, secoli dopo, sia accaduta la seguente storia:
La figlia degli anziani sacrestani, una bambina di circa cinque anni, si era ammalata ed era costretta a letto. Quando un giorno la madre tornò a casa dopo aver sbrigato alcune commissioni, trovò la porta di casa aperta e, spaventata, si precipitò al capezzale della bambina malata. La bambina raccontò allegramente alla madre che poco prima una donna sconosciuta, vestita in modo del tutto singolare, le aveva tenuto compagnia, aveva giocato con lei e aveva anche pregato un po’ insieme a lei. La madre stentava a crederci, ma la bambina descrisse molto chiaramente gli abiti neri della donna e il suo bell’aspetto. Quando monsignor Josef Engel mostrò alla bambina una foto della benefattrice Magdalena, la piccola esclamò subito: «Sì, è la signora che è venuta a giocare con me!»
Le colombe bianche di Hall
Dal 1912 le “Colombe Bianche” sono le custodi dell’ex castello di Sparberegg, dove nel XV secolo furono coniati i primi “Guldiner” di Hall e dove in seguito si trasferirono le dame al seguito di Magdalena. L’ordine delle Figlie del Cuore di Gesù fu fondato dalla francese Marie de Jesus Deluil-Martiny. In tutto il mondo esistono ormai solo sei sedi del convento, l’unica in Austria si trova nel centro storico di Hall. Le suore vivono in stretta clausura e lasciano l’edificio del convento solo in caso di emergenza, ad esempio per una visita medica. Di tanto in tanto, alcune persone si recano al portone per donare generi alimentari. La consegna delle donazioni avviene attraverso la feritoia del portone. Una curiosità di Hall: le suore vivono più o meno alla giornata.
La protetta del convento
Molti miti circondano il convento. Nonostante i tumulti bellici del XX secolo, sia gli edifici che le suore ne sono usciti indenni. Un fatto che le suore attribuiscono all’Hausväterli, noto anche come Christkindl svizzero, loro protettore: si tratta di un Bambino Gesù intagliato nel legno, alto circa 30 cm, che nel XVII secolo fu portato a riva dall’Inn a Hall. L’intaglio engadinese, che faceva parte di una scultura raffigurante la Madonna con Bambino o la “Anna Selbdritt”, viene ancora oggi portato in processione attraverso il convento ogni 28 settembre, in segno di ringraziamento per la sua funzione protettrice. Sulla parte posteriore della figura si riconosce una mano femminile. Si presume che il Bambino Gesù sia stato violentemente staccato e gettato nel fiume durante la Riforma.
Il Bambino Gesù svizzero come protettore nei momenti di difficoltà
La funzione protettrice del Bambino Gesù svizzero emerge particolarmente bene nella seguente storia:
Quando il Bambino Gesù era ancora esposto alla venerazione pubblica nella chiesa collegiata, numerosi supplicanti si recavano lì per implorarne l’aiuto. Una volta, i familiari di un uomo dipendente dal gioco d’azzardo pregarono per la sua conversione. In quel momento l’uomo stava giocando di nuovo con i suoi compagni. Beveva e inveiva violentemente, poiché non aveva fortuna con le carte da gioco. Quando le carte furono ridistribuite, improvvisamente mancarono le più importanti: l’asso di quadri, il re di cuori e il sette di picche. La partita dovette essere interrotta. Solo più tardi si scoprirono le carte da gioco nella mano del gentile Bambino Gesù! L’uomo lo interpretò come un segno dal cielo e fu guarito per sempre dalla sua dipendenza dal gioco.
A chi desidera leggere altre storie su Hall e i suoi dintorni, consigliamo il libro *Geheimnisvolles Hall* di Christine Zucchelli.
