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Elisabeth Schneider

von Elisabeth Schneider

21 giugno 2021

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Falò sul Glungezer


I fuochi di montagna sono ogni anno un evento emozionante, che difficilmente potrebbe essere realizzato su questa scala senza l’impegno di numerosi volontari. Con grande cura per i dettagli, sui pendii e sulle cime delle montagne vengono disposte migliaia di torce a forma di colombe della pace, croci o cuori, che vengono accese al calar della notte.

La maggior parte dei fuochi di montagna si può ammirare in occasione del solstizio d’estate, il 21 giugno. Nel linguaggio comune si parla anche di «fuochi del Sacro Cuore» o «fuochi di San Giovanni». Nel seguente articolo del blog vogliamo approfondire il significato di questi termini e chiarire in cosa consistono le differenze.

C’è però una cosa che accomuna tutti i fuochi di montagna: dal 2010 fanno parte del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO!

Fuoco del Sacro Cuore

Il “Herz-Jesu-Feuer” è una tradizione legata al fuoco nata in Tirolo nel XVIII secolo, che ancora oggi viene mantenuta in tutte le zone della regione ed è legata al culto del Sacro Cuore di Gesù.

Nella primavera del 1796 la guerra napoleonica colse il Tirolo di sorpresa e, di conseguenza, anche i tirolesi ne furono colti impreparati. Per discutere della situazione, gli Stati provinciali del Tirolo si riunirono a Bolzano. Di fronte al pericolo incombente rappresentato dalle truppe francesi e per ottenere l’aiuto divino, essi promisero solennemente di affidare il paese al Sacro Cuore di Gesù. Questo voto deve essere commemorato ogni anno.

Dopo la vittoria, davvero sorprendente, del Tirolo sulle truppe francesi, la Domenica del Sacro Cuore venne celebrata la terza domenica dopo Pentecoste. Quando Andreas Hofer rinnovò il voto prima della battaglia del Bergisel contro i francesi e i bavaresi e in seguito ne uscì vittorioso, la Domenica del Sacro Cuore fu proclamata festa solenne.

Da allora, ogni anno si commemora questo evento con i fuochi del Sacro Cuore. Tradizionalmente, nei fuochi del Sacro Cuore si vedono simboli cristiani come croci, il Sacro Cuore o anche le iscrizioni INRI o IHS.

Cenni storici sui fuochi del solstizio


In Tirolo, fin dal XIV secolo, vengono accesi i cosiddetti fuochi di montagna. Sono conosciuti con i nomi più disparati: si parla di fuoco del solstizio, fuoco del Sacro Cuore o anche di fuoco di San Giovanni. In questa notte, le cime delle montagne tirolesi brillano a gara. In alcuni casi fanno già parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.


Con il solstizio d’estate, il 21 giugno, ha inizio l’estate astronomica. È il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. Il motivo per cui i fuochi del solstizio in Tirolo sono chiamati anche «fuochi del Sacro Cuore» risiede nella resistenza opposta dai tirolesi alle truppe di Napoleone nel 1796. Dopo il giuramento al Sacro Cuore e la respinta delle truppe francesi e bavaresi da parte dei tirolesi nel 1796, i fuochi del solstizio furono ribattezzati «fuochi del Sacro Cuore» in ricordo di questo evento storico.


Il termine “fuochi di San Giovanni” è associato a San Giovanni e alla festa di San Giovanni. La festa di San Giovanni è la solennità della nascita di Giovanni Battista, che ricorre il 24 giugno. È quindi strettamente legata ai fuochi del solstizio d’estate.

La sera sul Glungezer


Sabato, verso le 18:00, siamo partiti in direzione di Tulfes e abbiamo raggiunto tranquillamente la stazione a monte di Tulfeinalm con la nuova cabinovia. Nonostante fossero previsti temporali, il tempo è rimasto comunque molto bello e abbiamo approfittato del fresco in montagna, dato che a valle le temperature durante il giorno hanno superato i 32 gradi Celsius.
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Una volta arrivati in cima, abbiamo raggiunto a piedi il Zirbensee, di recente realizzazione. Una piacevole escursione lungo un sentiero davvero incantevole. È tutto ancora piuttosto nuovo e in fase di realizzazione, ma lungo il percorso si possono già ammirare molti elementi di pregio realizzati in legno di cembro. Che si tratti del cancello d’ingresso allo Zirbensee, della piattaforma panoramica o delle più svariate panchine e aree di sosta in legno di cembro.
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Intorno al lago alcune persone si erano già sistemate comodamente per ammirare, al calar della sera, i falò del solstizio che ardevano nei dintorni. Nel frattempo, abbiamo deciso di cenare alla malga Tulfeinalm. A proposito, abbiamo già potuto scorgere i primi rododendri. Probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che i rododendri fioriscano. Soprattutto lungo il famoso Sentiero dei pini cembri, è possibile ammirare questo fiore alpino.
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Rosa alpina
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Lago di Zirbensee

Il calare del crepuscolo: lo spettacolo ha inizio


Con il calare del crepuscolo, anche le nuvole alle nostre spalle si facevano sempre più scure. Senza dubbio oggi avremmo assistito a violenti acquazzoni. Dopo esserci rifocillati alla Tulfeinalm, siamo riusciti a vedere appena in tempo come veniva appiccata la fiamma alla pira che era stata allestita, prima che la pioggia ci sorprendesse poco dopo. Di fronte, sulla Nordkette, riuscivamo già a scorgere alcuni fuochi di montagna. Oltre ai semplici falò, si potevano ammirare di tanto in tanto spettacolari figure di fuoco con motivi e simboli diversi. In ogni caso, la serata è stata davvero ben riuscita e per i bambini è stata una vera avventura. Dopotutto, non capita tutti i giorni di prendere la funivia di notte: sul Glungezer sarà di nuovo possibile farlo durante le gite al chiaro di luna.
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Elisabeth Schneider

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