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Processione delle palme

Regione con un grande passato culturale

La regione Hall-Wattens può vantare un grande passato culturale – sia sul piano religioso che secolare. Proprio nelle zone rurali tante usanze sono state salvaguardate e curate fino ai nostri tempi.

In particolare Thaur si è fatta un nome con la tradizione degli intagliatori di presepi, la Mullerlaufen, la sfilata carnevalesca, e la famosa processione delle Palme.

Da oltre 200 anni a Thaur nella domenica delle palme ha luogo la tradizionale "Processione delle Palme". Alcune decine di anni fa questa usanza, che una volta coinvolgeva molte località, è stata rianimata con successo anche ad Hall.

Verso la fine del Medioevo quasi ogni località aveva il suo "asino delle palme", che veniva portato in processione per simboleggiare l’ingresso di Cristo a Gerusalemme. Spesso si trattava di figure scultoree di dimensioni reali, sulle quali non di rado aveva il suo posto anche un Gesù Cristo in legno. Una volta la sfilata con l’asino delle palme era diffusa in tutta la regione alpina lingua tedesca, ma anche nei Paesi Bassi e nel Belgio.

Non si disdegnava nemmeno di sedersi personalmente su un asino "al seguito di Cristo". Così gli arcivescovi di Salisburgo solevano nel primo anno della loro carica fare una "cavalcata delle palme" fino alla chiesa Nonnenbergkirche – tuttavia non su un asino plebeo ma su un cavallo bianco.

Secondo una relazione del 1785, nella zona del salisburghese e dell’Alta Baviera i bambini potevano cavalcare su un "asino delle palme" in carne ed ossa finché il Concistoro vietò la "festa dell’asino". Per lo più si utilizzavano però asini di legno, i quali venivano decorati a festa e trascinati su un carro in processione con una scultura del Cristo.

Un asino del tutto particolare e molto ambito si trovava agli inizi del XIX secolo sotto il Nonnberger Tor, la porta d’ingresso alla città di Salisburgo. L’animale di legno era un vero e proprio animale prodigioso, perché, grazie ad un apposito marchingegno, lanciava fichi e carrube.

La maggior parte di questi asini sono rimasti vittime del furore iconoclastico della Riforma protestante; gli asini sopravvissuti furono banditi verso la fine del XIIX secolo dall’Illuminismo.